Percezione del rischio ed errore umano nella sicurezza

Perché l’errore umano è al centro della sicurezza sul lavoro

Nella maggior parte degli infortuni gravi e ripetitivi, le regole esistono, la formazione è stata fatta, i DPI sono disponibili.
Eppure l’evento accade lo stesso.

Questo succede perché il problema non è la conoscenza, ma la percezione del rischio.

Le persone non decidono in base a ciò che sanno, ma in base a ciò che percepiscono come pericoloso in quel momento.


 

Cos’è la percezione del rischio (e perché cambia nel tempo)

La percezione del rischio è il modo in cui una persona:

  • valuta un pericolo,
  • ne stima la probabilità,
  • decide se vale la pena rispettare o aggirare una regola.

Con il tempo, la percezione si modifica a causa di:

  • routine operative,
  • confidenza con il lavoro,
  • assenza di incidenti recenti,
  • pressione produttiva,
  • esempi dei colleghi e dei capi.

È così che nasce la normalizzazione della devianza:
il comportamento a rischio diventa “normale”.


 

Errore umano: non una colpa, ma un segnale del sistema

Parlare di errore umano non significa cercare un colpevole.

Significa riconoscere che:

  • le persone lavorano in contesti complessi,
  • prendono decisioni rapide,
  • sotto pressione,
  • con informazioni incomplete.

L’errore umano è spesso il sintomo visibile di:

  • segnali ignorati,
  • condizioni operative non gestite,
  • leadership incoerente,
  • rinforzi sbagliati.

 

I principali fattori che abbassano la percezione del rischio

Nella pratica aziendale, osserviamo sempre gli stessi fattori:

  • Eccessiva confidenza (“l’ho fatto mille volte”)
  • Abitudine al pericolo
  • Fretta e pressione sui tempi
  • Distrazioni e multitasking
  • Scarsa qualità dei feedback
  • Comportamenti tollerati nel tempo
  • Assenza di esempi coerenti dai capi

Questi fattori non si risolvono con una procedura in più.


 

Perché la formazione da sola non basta

La formazione tradizionale:

  • aumenta la conoscenza,
  • ma non modifica automaticamente il comportamento.

Senza un lavoro sulla percezione del rischio:

  • le informazioni restano teoriche,
  • l’attenzione cala nel tempo,
  • gli errori si ripetono,
  • gli incidenti tornano “improvvisi”.

Serve un approccio comportamentale e operativo, integrato nel lavoro quotidiano.


 

Come migliorare la percezione del rischio in modo concreto

1. Osservare i comportamenti reali

Non ciò che dovrebbe accadere, ma ciò che accade davvero sul campo.

2. Rendere visibili i rischi “normalizzati”

Attraverso osservazioni strutturate, confronti e feedback immediati.

3. Rinforzare i comportamenti corretti

Ciò che viene riconosciuto tende a ripetersi.

4. Intervenire sulle condizioni operative

Spesso il rischio nasce dall’organizzazione, non dalla persona.

5. Allenare leader e preposti

La percezione del rischio passa soprattutto dai comportamenti dei capi.


 

Il Metodo Formorienta: fattori umani, comportamenti e leadership

Il nostro approccio integra:

  • Sicurezza comportamentale (BBS)
    per osservare e rinforzare i comportamenti sicuri.

  • Safety Leadership
    per rendere coerenti le decisioni dei capi sotto pressione.

  • Safety Coaching
    per consolidare attenzione, responsabilità e consapevolezza nel tempo.


 

Metodo operativo in 4 fasi

Fase 1 – Analisi della percezione del rischio

  • osservazioni in campo,

  • interviste mirate,

  • analisi near miss e comportamenti ricorrenti.

Fase 2 – Identificazione dei fattori umani critici

  • routine pericolose,

  • bias decisionali,

  • punti di perdita di attenzione.

Fase 3 – Intervento comportamentale

  • osservazioni strutturate,

  • feedback sul campo,

  • micro-azioni correttive.

Fase 4 – Consolidamento

  • coinvolgimento preposti,

  • KPI comportamentali,

  • follow-up periodico.


 

KPI per misurare percezione del rischio ed errore umano

Indicatori anticipatori (leading):

  • qualità delle osservazioni,

  • comportamenti a rischio rilevati,

  • segnalazioni near miss,

  • interventi correttivi dei capi,

  • coerenza decisionale sotto pressione.

Indicatori di risultato (lagging):

  • riduzione infortuni ripetitivi,

  • diminuzione deviazioni,

  • miglioramento del clima sicurezza.


 

Caso reale

Azienda logistica – Nord Italia

➡️ In 4 mesi:

  • −42% comportamenti a rischio osservati

  • +58% segnalazioni near miss

  • maggiore attenzione nelle fasi routinarie

  • zero infortuni dopo eventi ricorrenti


 

Collegamento con la cultura della sicurezza

La percezione del rischio è uno dei pilastri della cultura della sicurezza.

Quando le persone:

  • vedono il rischio,

  • lo riconoscono,

  • lo gestiscono consapevolmente,

la sicurezza smette di essere un obbligo e diventa una scelta quotidiana.

Vai alla pagina >> Cultura della sicurezza sul lavoro


 

FAQ – Domande frequenti

L’errore umano può essere eliminato?
No, ma può essere gestito e ridotto lavorando su percezione, contesto e leadership.

È utile in aziende già certificate?
Sì. Spesso proprio nelle aziende certificate emergono errori legati alla routine.

È un corso o un progetto?
È un percorso operativo integrato nel lavoro reale.

Quanto tempo serve per vedere risultati?
Già dopo poche settimane cambiano attenzione, segnalazioni e comportamenti.


 

Approfondimenti

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