Chi lo ha detto che un ostacolo è solo un ostacolo?

Stiamo vivendo un periodo della nostra vita particolare, che passerà sicuramente alla storia. Stiamo vivendo uno delle sfide più grandi e difficili della nostra generazione di nipoti di nonni vissuti durante la guerra, e di genitori cresciuti durante il boom economico, dove tutto era possibile e la parola impossibile era fuori uso, obsoleta.

Le civiltà del XXI secolo fermate da un virus; le tecnologie più avanzate, le economie più forti e potenti al mondo, il mondo fermato da un microbo.

Qualcuno sostiene che siamo in guerra, una guerra batteriologica. La più spaventosa.

In questi giorni di Coronavirus dilagante, ci ritroviamo di fronte a repentini e profondi cambiamenti della nostra vita quotidiana e della nostra routine consolidata.

Ci sentiamo disorientati, facciamo molta resistenza ad accettare le novità; tutta la nostra vita sembra sbriciolarsi senza le abitudini, e le sicurezze di sempre.

I nostri punti fermi non ci sono più, la rincorsa continua al tempo per fare, lavorare, un ricordo quasi lontano.

Il tempo che siamo abituati a gestire e dominare con i nostri improrogabili impegni, non è più a nostra disposizione, o meglio, è tutto a nostra disposizione, ma non possiamo fare nulla, se non tornare alle nostre esigenze primarie: dormire, mangiare, e sopravvivere.

Il tempo di solito dedicato agli impegni, alla famiglia, ai figli, al lavoro, allo sport agli amici, azzerato. Abbiamo a disposizione giornate intere e ci domandiamo cosa farcene.

Le nostre sicurezze sono infrante.

Ci guardiamo atterriti alla ricerca di un barlume di normalità che ritroviamo nelle piccole cose dimenticate: sistemare la casa, riordinare gli armadi, giocare a carte, creare cose nuove, leggere, guardare un film. Stare da soli e annoiarsi. Annoiarsi, una parola quasi blasfema, illecita nel nostro mondo frenetico di corse senza fine.

Siamo abituati a viaggiare incontrarci, lavorare in un mondo globale dove tutto è connesso e collegato con tutto.

Poi, all’improvviso niente. Silenzio.

Niente scuola, niente viaggi, niente spostamenti, niente incontri, niente aperitivi, niente feste e ritrovi, niente palestra, sport e partite.

Eravamo e restiamo connessi, e scopriamo che quello che vogliamo veramente è la relazione con gli altri. È la socialità che più ci manca, quella vera, fatta di chiacchiere e di ritrovi. Di amici in carne ed ossa e non solo di un saluto attraverso un video. Di un abbraccio, di una stretta di mano, di un bacio sulla guancia.

Come ci sentiamo di fronte a questo improvviso cambiamento? Ostacolo, limite o opportunità?

Chi dice che un ostacolo sia solo un ostacolo?

A prima vista un ostacolo, una difficoltà, ci appare nella sua grandiosa insormontabilità: non ce la farò mai.

Di fronte agli ostacoli, veri o apparenti, ci sentiamo piccoli e disarmati.

Una montagna si staglia davanti al nostro futuro, un dosso sul nostro fiume di acqua in piena, un impedimento lungo la nostra strada: qualcosa che ci impedisce di vedere oltre, che ci blocca la vista che non ci fa vedere cosa c’è oltre, che ci spaventa.

Ma se ci soffermiamo ad osservare, se ci posizioniamo davanti all’ostacolo e lo osserviamo da ogni sua angolazione, allora scopriamo le sue potenzialità di portarci in tragitti solo all’apparenza sconosciuti e spaventosi, ma che si possono trasformare in meravigliose opportunità di crescita e cambiamento, di uscire dal nostro solito guscio e di scoprire la bellezza di un punto di vista diverso.

Un punto di vista diverso, un’angolazione diversa dalla quale guardare e osservare il nostro futuro, il nostro percorso la nostra strada, la nostra vita.

Perché i fiumi non sono tutti dritti, non ci sono solo le pianure estese, e le strade possono anche essere scoscese.

Gli ostacoli possono diventare una grandissima opportunità di cambiamento, la nostra opportunità di cambiamento, una sfida da accogliere e raccogliere con fiducia e positività che darà alla nostra una nuova direzione.

In una situazione di questo, tipo di fronte ad ostacoli, ad opportunità o insoddisfazioni un coach può accompagnare e aiutare in un percorso di conoscenza e consapevolezza delle proprie potenzialità, delle proprie capacità di guardare alla vita in modo differente, di risolvere le problematiche che ci troviamo di fronte attingendo alle risorse spesso non conosciute o non riconosciute.  Un percorso di coaching può aiutare a scoprire cosa ci piace veramente, ad accettare le sfumature che la vita ci pone di fronte, ad essere pronti a mettersi in gioco per raggiungere quello che vogliamo per noi stessi. A vedere e ad apprendere i nostri valori; a capire cosa realmente vogliamo per noi.

A dare senso alla nostra vita, il senso che vogliamo noi. E nessun altro.

Un coach aiuta a vedere un ostacolo come una grande opportunità che la vita ci sta concedendo; accompagna in una visione differente della stessa realtà, facendo indossare occhiali con lenti nuove, tutte improntate al positivo e alla fiducia.

Ostacolo o opportunità?

Siamo abituati a ritmi frenetici ai quali non possiamo e non vogliamo rinunciare; la ns vita è una corsa continua verso qualcosa, cosa?

Questo potrebbe essere il momento della riflessione profonda, uno stop forzato che ci costringe a guardare oltre i nostri soliti orizzonti, o semplicemente guardare noi stessi, i nostri piedi e dove vogliono andare. Verso cosa e verso dove voglio andare?

La mia meta è sempre la stessa o è cambiata?

La vita, la natura ci pone davanti ad un ostacolo, ad un’opportunità incredibile.

Fermarci e tornare ai bisogni essenziali. Fermarci e accorgerci che non abbiamo bisogno di molto, notare che le cose che ci fanno stare bene sono le più semplici.

Non abbiamo altra possibilità che riscoprire noi stessi all’interno del nostro nucleo famigliare, all’interno delle nostre case, guardarci e porre le basi per un nuovo percorso.

Nuovo più umano nelle dimensioni, più attento alle cose che ci piacciono, forse anche più lento.

O più veloce. Ma diverso.

Ogni ostacolo che la vita ci pone davanti, anche il più complesso, può celare una grandissima opportunità di crescita, di cambiamento, se solo riusciamo ad avere uno sguardo più ampio.

E se solo vogliamo spingerci oltre a quello che siamo abituati a vedere.

Con coraggio apriamoci ai cambiamenti che possono rendere la nostra vita sorprendente e bellissima. Accettiamo la sfida e proviamo a vivere in modo diverso, scopriamoci con una nuova pelle, che non pensavamo di avere.

E resteremo stupiti delle cose meravigliose che ci attendono.

Dott.ssa Elisabetta Russo