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Formazione sicurezza sul lavoro non in regola: cosa rischia davvero il datore di lavoro (e come mettersi a posto)

Molte aziende pensano di essere “a posto” perché hanno fatto qualche corso anni fa, magari hanno gli attestati in un cassetto e “tanto qui non succede niente”.
Poi arriva un controllo, un infortunio (anche lieve), o un audit cliente, e la realtà è questa: la formazione è uno dei primi elementi che viene verificato e, se non è conforme, le conseguenze possono essere immediate (sanzioni, prescrizioni, sospensioni operative, blocchi in cantiere, contestazioni assicurative e reputazionali).

C’è una verità scomoda in sicurezza sul lavoro: la conformità non coincide con la prevenzione.
Puoi avere procedure e documenti… e continuare ad avere incidenti se il sistema non regge su tre elementi: ruoli, disciplina operativa, interferenze.
La formazione è il “ponte” tra carta e comportamento: se è incompleta, scaduta o non coerente con i rischi, quel ponte crolla.

Di seguito trovi una guida essenziale, pensata per chi non è tecnico, su chi devi formarequante oreogni quanto aggiornare, e quali rischi concreti corri se non sei in regola.

 


 

1) La regola base: formazione “prima” di lavorare, non “quando si riesce”

Con il nuovo impianto della formazione (Accordo Stato–Regioni 17/04/2025) il messaggio è chiaro: il lavoratore deve essere formato in tempo utile rispetto ai rischi della mansione, quindi non si parte “scoperti”.

Tradotto in pratica:

  • neoassunto: deve ricevere formazione all’ingresso e comunque prima di essere adibito operativamente ai rischi della mansione;
  • cambio mansione / cambio reparto / nuove attrezzature / nuovi rischi: la formazione va aggiornata e integrata prima dell’operatività;
  • appalti e attività in compresenza: la formazione deve tenere conto anche di interferenze e procedure operative reali.

 


 

2) Formazione lavoratori: quante ore e aggiornamenti

Per i lavoratori (art. 37 D.Lgs. 81/08 + Accordo Stato–Regioni 17/04/2025):

Formazione iniziale

  • Formazione generale: 4 ore
  • Formazione specifica (in base al rischio dell’azienda):
      • Rischio basso: 4 ore
      • Rischio medio: 8 ore
      • Rischio alto: 12 ore
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Aggiornamento lavoratori

    • Ogni 5 anni: 6 ore

Nota operativa importante: “rischio basso/medio/alto” non è un’opinione. Dipende dalla classificazione del settore e, soprattutto, dalla valutazione dei rischi e dalla mansione. Sbagliare livello = attestato che può essere contestato.

 


 

3) Formazione preposti: l’errore più frequente nelle aziende

Il preposto (capo squadra, capo turno, referente operativo) è una figura chiave. E proprio per questo la formazione è più stringente.

Formazione iniziale preposti

    • Durata: 12 ore

Aggiornamento preposti

    • Ogni 2 anni: 6 ore (cadenza biennale)

Attenzione alla fase transitoria (fondamentale)

Se un preposto aveva già fatto formazione/aggiornamento da più di 2 anni alla data di entrata in vigore del nuovo Accordo, l’obbligo di aggiornamento va assolto entro 12 mesi.

Tradotto: moltissime aziende oggi hanno “preposti formalmente nominati” ma non allineati sull’aggiornamento biennale. È una delle prime contestazioni in verifica.

 


 

4) Formazione dirigenti: spesso “dimenticata” perché confusa con ruoli aziendali

Il dirigente ai fini della sicurezza non è “chi ha il livello” in busta paga: è chi organizza e gestisce l’attività con poteri direttivi.

Formazione iniziale dirigenti

    • Durata: 12 ore

Aggiornamento dirigenti

  • Ogni 5 anni: 6 ore
 


 

5) Formazione datore di lavoro: oggi è un obbligo strutturato

Molti datori di lavoro non sanno che esiste un percorso formativo dedicato anche a loro.

Formazione iniziale datore di lavoro

    • Durata: 16 ore

Aggiornamento datore di lavoro

    • Ogni 5 anni: 6 ore

Fase transitoria

Il corso per datore di lavoro va completato entro 24 mesi dall’entrata in vigore del nuovo Accordo.

Nota: se il datore di lavoro intende svolgere anche il ruolo di RSPP, serve formazione aggiuntiva specifica (tema che tratteremo in un approfondimento dedicato).

 


 

6) RLS: non è “facoltativo”, e la formazione è rigidissima

L’RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) ha un percorso definito dalla normativa.

Formazione iniziale RLS

    • Durata: 32 ore

Aggiornamento annuale RLS

    • Aziende fino a 50 lavoratori: minimo 4 ore/anno

  • Aziende oltre 50 lavoratori: minimo 8 ore/anno
 


 

7) Addetti emergenze: primo soccorso e antincendio (spesso scaduti)

Qui l’errore tipico è “abbiamo l’attestato”, ma l’aggiornamento è scaduto.

Primo soccorso (D.M. 388/2003)

    • Gruppo A: 16 ore – aggiornamento ogni 3 anni: 6 ore
    • Gruppi B e C: 12 ore – aggiornamento ogni 3 anni: 4 ore

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Antincendio (D.M. 02/09/2021 – livelli)

    • Livello 1: 4 ore – aggiornamento ogni 5 anni: 2 ore
    • Livello 2: 8 ore – aggiornamento ogni 5 anni: 5 ore
    • Livello 3: 16 ore – aggiornamento ogni 5 anni: 8 ore

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8) Abilitazioni attrezzature: “muletti” e non solo

Alcune attrezzature richiedono abilitazione specifica (art. 73 D.Lgs. 81/08 e Accordo).

Carrelli elevatori (muletti) – esempio tipico

    • Carrelli industriali semoventi: 12 ore (teoria + pratica)
    • Aggiornamento abilitazione: ogni 5 anni: minimo 4 ore (parte pratica)

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Qui si commette un errore che costa caro: far usare il muletto “per pochi minuti” a personale non abilitato o con abilitazione scaduta.

 


 

9) Sanzioni: il punto che molti sottovalutano

Quando la formazione obbligatoria non è in regola (mancata formazione / mancato aggiornamento dove previsto), il riferimento sanzionatorio principale è:

Datore di lavoro e dirigente:

    • arresto da 2 a 4 mesi oppure
    • ammenda da € 1.708,61 a € 7.403,96

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In più, se la violazione riguarda:

    • più di 5 lavoratori → gli importi sono raddoppiati
    • più di 10 lavoratori → gli importi sono triplicati

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Il dato che molti ignorano è che, nelle verifiche, la formazione viene letta così:

    • c’è?

    • è corretta per ruolo e rischio?

    • è aggiornata?

    • è tracciata e dimostrabile (registri, firme, attestati, verifiche di apprendimento quando richieste)?

Se una di queste risposte è “no”, non stai discutendo del costo di un corso: stai entrando nel campo del costo della non conformità.

 


 

10) Checklist rapida per il datore di lavoro

Se vuoi una fotografia immediata, rispondi a queste domande:

  1. Ho l’elenco completo di lavoratori, preposti, dirigenti con date corsi e aggiornamenti?
  2. La formazione lavoratori è coerente con il rischio (basso/medio/alto) e con la mansione?
  3. I preposti hanno l’aggiornamento biennale (6 ore ogni 2 anni)?
  4. RLS: corso 32 ore + aggiornamento annuale (4/8 ore)?
  5. Addetti emergenze: primo soccorso e antincendio in validità?
  6. Muletti e abilitazioni: abilitati e aggiornati (4 ore ogni 5 anni)?
  7. Neoassunti: esiste una procedura per formarli prima dell’operatività?
  8. Datore di lavoro: corso 16 ore fatto (o pianificato entro finestra transitoria)?

Se anche solo una risposta è incerta, sei nella zona “rischio”.

 

 


 

Conclusione: il vero costo non è formare. Il vero costo è non esserlo.

Quando la formazione è gestita “a memoria” o “a macchia di leopardo”, la sicurezza diventa fragile: basta un controllo o un evento per trasformare una piccola lacuna in un problema serio.

Se vuoi, possiamo aiutarti con una cosa molto concreta: mappatura completa della formazione obbligatoria (ruoli, ore, scadenze, priorità) e piano di rientro per metterti in regola senza fermare l’operatività.

Se ti interessa, scrivici: in pochi giorni puoi avere una situazione chiara, documentata e difendibile in caso di verifica.

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