Gli infortuni sul lavoro nel 2025 crescono in termini di denunce totali e restano stabili nella mortalità, con 597.710 casi denunciati e 1.093 decessi secondo i dati INAIL provvisori aggiornati al 31 dicembre 2025.
Perché i dati INAIL 2025 riguardano direttamente RSPP, HR e formazione
I dati INAIL 2025 mostrano un aumento delle denunce di infortuni e una sostanziale stabilità dei casi mortali, con un peso crescente degli eventi in itinere. Questo quadro impone una revisione concreta di DVR, formazione e safety leadership in azienda.
Per RSPP, HR e responsabili della formazione il problema che questo articolo affronta è molto pratico. Come trasformare numeri nazionali e regionali in decisioni su organizzazione del lavoro, priorità formative, aggiornamento del DVR, piani di prevenzione coerenti con il D.Lgs. 81 del 2008 e con il nuovo Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025.
Il contesto è quello di imprese italiane ed europee che operano in un mercato ad alta pressione, con supply chain complesse, turni estesi, appalti e subappalti, forte mobilità dei lavoratori. In questo scenario la sicurezza sul lavoro non può restare solo adempimento documentale ma deve diventare sistema gestionale integrato.
Dati INAIL 2025 sugli infortuni sul lavoro
Nel 2025 l’INAIL registra 597.710 denunce di infortunio e 1.093 casi con esito mortale su base nazionale, con una crescita dell’1,4 per cento rispetto al 2024 nelle denunce totali e un lieve aumento dei decessi.
Le tabelle nazionali INAIL aggiornate al 31 dicembre 2025 e pubblicate a inizio febbraio 2026 indicano che le denunce di infortunio, comprese quelle relative a studenti, passano da 589.571 nel 2024 a 597.710 nel 2025, pari a un più 1,4 per cento. I casi mortali denunciati sono 1.093 contro 1.090 dell’anno precedente, con una variazione di circa più 0,3 per cento.
La dinamica più rilevante riguarda la distribuzione tra infortuni in occasione di lavoro e infortuni in itinere. Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale risultano 792, in lieve diminuzione rispetto alle 797 del 2024, mentre i casi mortali in itinere salgono a 293, rispetto ai 280 del 2024. Questo indica un sistema che migliora lentamente sulla componente strettamente lavorativa ma che espone sempre di più nella fase di spostamento.
Principali indicatori nazionali 2024–2025
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Indicatore |
2024 |
2025 |
Variazione |
|
Denunce totali di infortunio |
589.571 |
597.710 |
+1,4% |
|
Casi mortali totali denunciati |
1.090 |
1.093 |
+0,3% |
|
Mortali in occasione di lavoro |
797 |
792 |
leggero calo |
|
Mortali in itinere |
280 |
293 |
+4,6% |
|
Infortuni in itinere denunciati non mortali |
96.835 |
99.939 |
+3,2% |
Questi numeri confermano che il problema non riguarda solo le cosiddette morti bianche ma l’intero sistema di prevenzione. La progressiva riduzione dell’incidenza degli infortuni rispetto agli occupati, in calo di circa il 13,9 per cento dal 2019 al 2025, convive con un livello di casi mortali che resta stabile intorno alle mille unità annue.
Per le aziende la lettura corretta non è cercare una causa unica. È più utile considerare questi dati come indicatori di maturità organizzativa, di efficacia dei processi di formazione e di qualità della vigilanza operativa quotidiana.
Cosa sono gli infortuni in itinere e perché crescono
Gli infortuni in itinere sono gli incidenti che avvengono durante il tragitto tra casa e luogo di lavoro o in percorsi assimilati previsti dalla disciplina assicurativa. Nel 2025 denunce e casi mortali in itinere crescono in modo più marcato rispetto agli eventi in occasione di lavoro.
Per definizione gli infortuni in itinere riguardano il tragitto abitazione luogo di lavoro e ritorno, oltre ai percorsi connessi a esigenze familiari o di mensa ritenuti rientranti nella tutela INAIL secondo i criteri consolidati. Nel 2025 le denunce totali di infortunio in itinere raggiungono 99.939 casi, con un aumento del 3,2 per cento rispetto ai 96.835 del 2024.
I casi mortali in itinere crescono in modo ancora più evidente, da 280 a 293, pari a più 4,6 per cento, mentre i mortali in occasione di lavoro diminuiscono leggermente. Il dato configura gli infortuni in itinere come area prioritaria nella prevenzione, soprattutto per aziende che gestiscono flotte aziendali, trasferte frequenti, lavoratori in missione o personale che utilizza mezzi propri per scopi di servizio.
Tra i principali fattori di rischio si osservano, in chiave aziendale, turni con orari estremi, fatica accumulata, tempi di percorrenza sottostimati, uso continuo di dispositivi digitali alla guida, condizioni meteo avverse e manutenzione insufficiente dei mezzi. L’integrazione di questi elementi nella valutazione dei rischi diventa requisito essenziale del DVR aggiornato.
Come leggere l’aumento delle denunce senza cadere nel sensazionalismo
L’aumento delle denunce di infortunio nel 2025 indica una crescita dell’1,4 per cento sul totale ma si accompagna a un calo strutturale dell’incidenza rispetto agli occupati rispetto al 2019. I numeri richiedono una lettura tecnica, non solo emotiva.
L’INAIL evidenzia che, rapportando il numero di infortuni in occasione di lavoro agli occupati rilevati dall’ISTAT, l’incidenza scende da 2.005 denunce ogni 100.000 occupati nel 2019 a 1.727 nel 2025, con una riduzione di quasi il 13,9 per cento. Questo segnala risultati positivi nel medio periodo, mentre la stabilità dei casi mortali e la crescita degli eventi in itinere richiedono un salto di qualità nella gestione dei rischi critici.
Per RSPP e HR la domanda chiave non è se il dato sia allarmante in assoluto. La vera questione è come utilizzare queste informazioni per riordinare le priorità. Settori con alta intensità di appalti, lavori in quota, cantieri temporanei, logistica, sanità e assistenza sociale continuano a mostrare livelli di rischio più elevati, come confermano le analisi di settore diffuse nel corso del 2025.
Una strategia efficace di prevenzione infortuni sul lavoro deve distinguere tra variabili strutturali e variabili gestibili. Tra le prime rientrano la natura del processo produttivo o la struttura degli impianti, tra le seconde l’organizzazione dei turni, la formazione operativa, la qualità del coordinamento tra datori di lavoro e il presidio quotidiano dei preposti.
Focus Veneto e lettura territoriale del rischio
Nel 2025 il Veneto presenta un quadro particolarmente critico, con un forte incremento dei casi mortali denunciati rispetto all’anno precedente. In parallelo il bollettino regionale sugli infortuni mortali e gravi rafforza l’esigenza di un’azione mirata di prevenzione sul territorio.
I dati territoriali disponibili confermano un aumento significativo delle vittime sul lavoro in Veneto lungo il 2025. Le principali fonti sindacali segnalano già a ottobre 2025 almeno 100 lavoratori deceduti nella regione, valore nettamente superiore ai 64 casi registrati nello stesso periodo del 2024.
In parallelo il bollettino degli infortuni mortali e gravi della Regione Veneto, che integra fonti diverse da quelle INAIL e include anche eventi che coinvolgono lavoratori non assicurati o irregolari, descrive un fenomeno ampio e strutturale sull’intero periodo 2018–2025. Nelle tabelle emerge la distribuzione degli eventi per Azienda ULSS, mese, genere, nazionalità e classe di età, con una presenza costante di comparti quali edilizia, agricoltura, logistica e industria manifatturiera.
Per le aziende venete e per i gruppi con sedi sul territorio questa lettura impone di rivedere la programmazione degli interventi di prevenzione. Il coordinamento con SPISAL, organismi paritetici e comitati regionali ex articolo 7 del D.Lgs. 81 del 2008 diventa elemento operativo, non solo formale, nella gestione dei piani annuali di sicurezza.
Che cosa significa davvero sicurezza sul lavoro nel 2026
La sicurezza sul lavoro nel 2026 non può limitarsi al rispetto formale del D.Lgs. 81 del 2008. Richiede integrazione tra DVR, formazione esperienziale, safety leadership e monitoraggio dei quasi infortuni, con il coinvolgimento diretto di dirigenti, preposti e lavoratori.
Nella prospettiva di INAIL e delle principali istituzioni europee, la prevenzione efficace si fonda su un sistema che combina misure tecniche, organizzative e formative, in linea con il quadro strategico dell’Unione europea per la salute e sicurezza sul lavoro 2021–2027. Per le aziende questo si traduce nella necessità di superare la logica della sola conformità documentale, curando il passaggio da regole scritte a comportamenti quotidiani.
Il concetto di safety leadership diventa centrale. I programmi di safety coaching e di sicurezza comportamentale, come quelli sviluppati da Formorienta per PMI e grandi imprese, mirano a far sì che dirigenti, manager e preposti assumano un ruolo attivo nel dare l’esempio e nel presidiare sul campo procedure, uso dei DPI, gestione delle deviazioni e analisi degli incidenti mancati.
Una cultura matura di sicurezza sul lavoro integra competenze tecniche e non technical skills. Vengono valorizzate capacità di comunicazione, gestione dei conflitti, feedback correttivo, analisi degli errori e dei segnali deboli. Formorienta lavora da anni proprio su questi aspetti tramite percorsi di sicurezza comportamentale, coaching aziendale e corsi rivolti ai diversi ruoli aziendali.
Azioni concrete per RSPP e datori di lavoro di fronte agli infortuni sul lavoro 2025
Di fronte ai dati sugli infortuni sul lavoro 2025, RSPP e datori di lavoro possono agire su quattro ambiti chiave. Aggiornamento del DVR, formazione mirata, safety leadership di linea e gestione strutturata dei quasi infortuni diventano i pilastri di una prevenzione efficace.
Le principali azioni operative includono
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Aggiornare il DVR con riferimento esplicito alle statistiche INAIL nazionali e territoriali, integrando il rischio stradale professionale e gli infortuni in itinere nelle valutazioni e nelle misure di prevenzione.
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Rafforzare la formazione di lavoratori, preposti, dirigenti e RSPP con percorsi che uniscano contenuti normativi e casi pratici, in linea con il nuovo Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025 sulla formazione in materia di salute e sicurezza.
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Introdurre programmi strutturati di safety leadership per capi turno, responsabili di reparto e management, con attività di coaching e affiancamento sul campo mirate a trasformare le regole in abitudini operative.
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Implementare una procedura sistematica di gestione dei quasi infortuni, con raccolta segnalazioni, analisi cause infortuni sul lavoro, feedback verso i reparti e monitoraggio degli interventi correttivi.
Per la prevenzione infortuni sul lavoro è utile collegare ogni intervento formativo a indicatori misurabili, come tassi di frequenza e gravità, numero di near miss segnalati, audit di reparto, indici di rotazione del personale, qualità delle riunioni periodiche di sicurezza. Questo consente di valutare l’efficacia reale dei corsi e delle campagne di sensibilizzazione.
Come integrare infortuni in itinere, safety leadership e formazione Formorienta
Gli infortuni in itinere richiedono un approccio dedicato che unisca valutazione del rischio stradale, regole chiare di trasferta, formazione specifica sulla guida sicura e programmi di safety leadership orientati ai comportamenti alla guida.
Formorienta, ente di formazione con sede a Padova, è soggetto formatore accreditato a livello nazionale per la sicurezza sul lavoro e centro di formazione A.N.CO.R.S., organismo paritetico iscritto nel Repertorio nazionale del Ministero del Lavoro ai sensi del D.M. 171 del 2022. L’ente è certificato ISO 9001 2015 EA 37 per la progettazione ed erogazione delle attività formative e UNI 11601 2015 per i servizi di coaching, a garanzia di un approccio strutturato e verificabile.
Nel catalogo di Formorienta sono disponibili corsi sicurezza sul lavoro in aula e online, formazione lavoratori, preposti, RLS, RSPP e ASPP, oltre a percorsi e learning e programmi di safety coaching personalizzati per PMI e grandi imprese. Questi strumenti consentono di progettare piani formativi che rispondono in modo mirato ai trend evidenziati dai dati INAIL, compresi i rischi legati alla mobilità lavorativa e alla fatica.
Una strategia efficace può prevedere, ad esempio, un pacchetto integrato che unisca
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Formazione generale e specifica per i lavoratori ai sensi del D.Lgs. 81 del 2008, con moduli dedicati alle cause infortuni sul lavoro più ricorrenti nei settori aziendali,
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Aggiornamento RSPP e ASPP con focus specifico sugli infortuni sul lavoro 2025 e sugli scenari emergenti, tramite corsi specialistici in aula o in e learning,
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Percorsi di safety leadership e safety coaching per dirigenti e preposti, centrati su comportamenti sicuri, gestione dei near miss e presidio operativo nei reparti.
Tabella di lavoro per RSPP HR e capi formazione
La seguente tabella sintetizza tre livelli di maturità nella gestione della sicurezza, utile per impostare un piano di miglioramento interno.
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Livello organizzativo |
Caratteristiche principali |
Azioni prioritarie |
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Conformità minima |
DVR presente ma poco aggiornato, formazione solo obbligatoria, focus su sanzioni |
Allineare DVR ai dati INAIL, programmare formazione mirata per ruoli chiave |
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Gestione strutturata |
Procedure diffuse, controlli ispettivi interni, qualche analisi quasi infortuni |
Introdurre programmi di safety leadership e coaching, rafforzare indicatori di performance |
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Cultura di sicurezza evoluta |
Coinvolgimento attivo di lavoratori e preposti, uso sistematico dei dati |
Collegare obiettivi di sicurezza a obiettivi di business, ampliare percorsi avanzati di formazione |
Questa griglia aiuta RSPP e HR a capire in quale stadio si colloca l’organizzazione e quale combinazione di interventi formativi, organizzativi e tecnici può produrre il miglior impatto sulla riduzione degli infortuni sul lavoro e degli infortuni in itinere.
Domande frequenti per RSPP, HR e capi formazione
1) Quanti infortuni mortali sul lavoro sono stati denunciati in Italia nel 2025?
Nel 2025 sono state presentate all’INAIL 1.093 denunce di infortunio con esito mortale, somma di eventi in occasione di lavoro e in itinere, in lieve aumento rispetto alle 1.090 del 2024.
Si tratta di dati provvisori basati sulle denunce, che potranno essere oggetto di integrazioni e ricalcoli nella relazione annuale, ma che rappresentano la principale base informativa per valutare il fenomeno a livello nazionale. RSPP e datori di lavoro possono utilizzare questo valore come riferimento per confrontare i propri indicatori aziendali e per motivare interventi di rafforzamento di prevenzione e formazione.
2) Quante denunce di infortuni sul lavoro risultano nel 2025?
Le denunce complessive di infortunio nel 2025 sono 597.710, comprendendo lavoratori e studenti, con un incremento dell’1,4 per cento rispetto alle 589.571 del 2024.
La crescita riguarda in particolare la componente femminile e i lavoratori stranieri, mentre le denunce riferite ai lavoratori italiani mostrano una lieve flessione. Questo scenario rende ancora più importante modulare i percorsi formativi anche in funzione della composizione demografica della forza lavoro, della presenza di lavoratori migranti, dell’utilizzo di lingue diverse e dei livelli di alfabetizzazione in materia di sicurezza.
3) Perché gli infortuni in itinere sono aumentati nel 2025 e come ridurli?
Gli infortuni in itinere aumentano nel 2025 nelle denunce totali e nei casi mortali, con 99.939 casi segnalati e 293 decessi, a fronte di un calo dei mortali in occasione di lavoro.
La combinazione di maggiore mobilità, uso intenso dell’auto privata, turni estesi e fattori di distrazione alla guida contribuisce a rendere il tragitto casa lavoro una fase delicata. Per ridurre questo rischio le aziende possono adottare politiche di pianificazione dei turni più equilibrate, regole chiare sull’uso dei dispositivi elettronici, programmi di guida sicura, indicazioni su percorsi più sicuri e accordi per la manutenzione dei mezzi aziendali e dei veicoli dei lavoratori.
4) Come interpretare l’aumento delle denunce rispetto al calo dell’incidenza?
L’aumento dell’1,4 per cento delle denunce convive con un calo dell’incidenza degli infortuni in occasione di lavoro per 100.000 occupati fra 2019 e 2025, pari a circa il 13,9 per cento.
Questo significa che in un mercato del lavoro che cambia, con più occupati e più variabilità dei contratti, il sistema di prevenzione ha prodotto progressi nel medio periodo. La stabilità delle morti e la crescita degli infortuni in itinere mostrano tuttavia che i margini di miglioramento restano ampi e che servono interventi mirati su contesti e processi specifici.
5) Quali azioni preventive concrete possono adottare RSPP e datori di lavoro?
RSPP e datori di lavoro possono agire su DVR, formazione, organizzazione dei turni, controllo operativo e safety leadership, con piani triennali collegati a indicatori di risultato oggettivi.
Tra le azioni prioritarie rientrano la revisione periodica del DVR alla luce dei dati INAIL nazionali e regionali, la progettazione di piani formativi per lavoratori, preposti, dirigenti e RSPP conformi al nuovo Accordo Stato Regioni 2025, l’introduzione di percorsi di sicurezza comportamentale e safety coaching, la formalizzazione di procedure per infortuni in itinere e quasi infortuni, con feedback sistematico verso i reparti operativi.
6) Come adeguare il DVR ai trend emersi in regioni a rischio come il Veneto?
In regioni che presentano aumenti marcati degli infortuni mortali, come il Veneto nel 2025, l’adeguamento del DVR deve partire da un’analisi puntuale dei dati territoriali e settoriali, oltre che dai bollettini regionali sugli infortuni mortali e gravi.
Il DVR deve tenere conto dei comparti più esposti, delle fasce d’età più colpite, dei meccanismi ricorrenti di accadimento e della presenza di lavoratori esterni, appalti e subappalti. In questo lavoro RSPP e HR possono trovare supporto in enti di formazione specializzati come Formorienta, che conoscono il contesto veneto e la relativa rete di SPISAL, organismi paritetici e normative regionali in materia di sicurezza.
7) Qual è il ruolo della formazione Formorienta nella prevenzione degli infortuni?
La formazione erogata da un ente qualificato come Formorienta consente di trasformare obblighi normativi in competenze reali, con corsi specifici per lavoratori, preposti, dirigenti, RSPP e programmi di safety coaching personalizzati.
Formorienta opera da oltre quindici anni come centro di formazione specializzato nella sicurezza sul lavoro, con corsi in aula e in modalità e-learning, attestati conformi rilasciati in tempi rapidi e percorsi costruiti sulle esigenze dei diversi settori produttivi. Le certificazioni ISO 9001 2015 EA 37 e UNI 11601 2015, insieme al ruolo di soggetto formatore nazionale e sede territoriale di un organismo paritetico, garantiscono che i percorsi siano allineati al D.Lgs. 81 del 2008 e agli Accordi Stato Regioni vigenti.
Per RSPP, HR e capi della formazione questo significa poter contare su un partner che conosce i dati INAIL, interpreta i trend degli infortuni sul lavoro 2025 e li traduce in progetti formativi, coaching e consulenza organizzativa finalizzati a ridurre gli eventi e le condizioni che li rendono probabili.
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