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Infortuni sul lavoro 2025: i numeri ufficiali INAIL raccontano un Paese fermo sul fronte della prevenzione

L’INAIL ha aggiornato al 31 dicembre 2025 le proprie tabelle ufficiali sulle denunce di infortunio sul lavoro. Il quadro complessivo restituisce un messaggio netto: l’Italia non sta ancora invertendo davvero la rotta, soprattutto se si guarda alla dinamica della mortalità e al peso crescente degli eventi “in itinere”.

 

Un dato che colpisce: 1.093 denunce di infortunio mortale nel 2025

Nel 2025 le denunce di infortunio con esito mortale (totale “in occasione di lavoro” + “in itinere”) sono 1.093. Il confronto con il 2024 mostra una sostanziale stabilità (1.090 nel 2024), ma dentro quel totale si muovono due tendenze diverse:

  • In occasione di lavoro: 798 (da 805 nel 2024)
  • In itinere: 295 (da 285 nel 2024) 

Tradotto: la mortalità non cala in modo significativo e cresce la quota legata agli spostamenti casa-lavoro, un’area spesso sottovalutata nelle strategie aziendali, ma decisiva quando si parla di rischio reale.

Nota metodologica indispensabile: i dati INAIL qui richiamati sono denunce e non “sentenze statistiche definitive”. Rimangono però la fonte istituzionale più solida e comparabile per leggere l’andamento nazionale.

 

Non è solo (o sempre) un’emergenza “mortale”: aumentano anche le denunce complessive

Accanto al tema dei decessi c’è quello, più ampio, dell’andamento degli infortuni denunciati.

Nel 2025 le denunce complessive (tutte le modalità) risultano pari a 597.710, contro 589.571 del 2024: un incremento che conferma come la prevenzione sia ancora lontana dall’essere una routine organizzativa stabile, soprattutto nei contesti ad alta pressione produttiva. 

 

Focus Veneto: 111 vittime nel 2025, e Padova è tra le province più colpite

Dentro il dato nazionale, il Veneto chiude il 2025 con 111 denunce di infortunio mortale, in aumento rispetto alle 79 del 2024 (sempre come denunce complessive). 

Scendendo al dettaglio provinciale, la provincia di Padova registra 19 denunce di infortunio mortale nel 2025 (da 16 nel 2024). 

Sono numeri che richiedono sobrietà nel commento, ma non possono essere derubricati a “fatalità”: quando una regione e alcune province mostrano salti così marcati, la lettura più onesta è che esistono criticità strutturali (organizzazione del lavoro, subappalti, gestione del rischio, vigilanza operativa quotidiana).

 

Cosa ci dicono davvero questi numeri (oltre la cronaca)

L’interpretazione giornalistica più corretta non è cercare una causa unica, ma evidenziare un punto: la sicurezza funziona quando è un sistema, non quando è una somma di adempimenti.

I dati 2025 suggeriscono almeno tre riflessioni operative:

  1. La prevenzione non “tiene” se resta solo documentale. Procedure e DVR servono, ma senza un controllo quotidiano su comportamenti, pressioni operative, gestione dei quasi-infortuni e ruolo dei preposti, l’effetto reale si indebolisce.
  2. L’in itinere pesa e cresce: politiche su turni, fatica, tempi di percorrenza, mobilità, guida sicura e gestione delle urgenze sono parte della sicurezza tanto quanto casco e imbracatura.
  3. Serve leadership di linea: quando la sicurezza è delegata “a qualcuno”, diventa fragile. Quando è incorporata nelle decisioni dei capi turno e dei responsabili di reparto, diventa cultura.

 

Perché pubblicare questi dati: trasparenza e responsabilità

C’è un motivo per cui i numeri INAIL vanno letti e commentati con rigore: misurano la distanza tra ciò che l’organizzazione dichiara e ciò che accade davvero.

E la sfida del 2026, per le aziende, non è solo “ridurre gli eventi”, ma ridurre le condizioni che li rendono probabili: variabilità operativa, fretta, tolleranze informali, formazione percepita come burocrazia, e segnali deboli ignorati.


Fonti

  • Tabelle ufficiali INAIL “Tabelle nazionali con cadenza mensile – Dicembre 2025 (pubblicazione 03/02/2026)”. 
  • Tabelle ufficiali INAIL “Tabelle regionali – Veneto – Dicembre 2025”. 

 

 

FAQ

1) Quanti sono i morti sul lavoro nel 2025 secondo INAIL?

INAIL riporta 1.093 denunce di infortunio con esito mortale nel 2025 (dato come denunce, non come accertamenti definitivi), somma di “in occasione di lavoro” e “in itinere”.

2) Quante sono le denunce di infortunio sul lavoro nel 2025?

Le denunce complessive nel 2025 risultano 597.710, in aumento rispetto al 2024.

3) Che differenza c’è tra “in occasione di lavoro” e “in itinere”?

“In occasione di lavoro” riguarda l’infortunio durante l’attività lavorativa; “in itinere” riguarda il tragitto casa-lavoro e lavoro-casa (e percorsi assimilabili previsti dalla disciplina).

4) I dati INAIL sono definitivi?

Sono dati ufficiali ma basati su denunce: possono subire aggiornamenti e ricalcoli nel tempo (rettifiche, riconoscimenti, classificazioni).

5) Perché i dati 2025 sono importanti per le aziende?

Perché aiutano a comprendere i trend reali e a rafforzare prevenzione, formazione, leadership operativa e gestione del rischio, anche su turni, fatica e sicurezza stradale.

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