La risorsa chiave del “tempo”: perché e come imparare a gestirla

Già Sant’Agostino nel IV sec. considerava il tempo come una dimensione soggettiva, misurabile all’interno dell’animo umano: una questione che verrà ripresa tra ‘800 e ‘900, con la distinzione da parte del filosofo Bergson tra tempo scientifico (una successione di istanti della stessa durata) e tempo psicologico (la “durata” interiore, continua e indivisibile). Fondamentale a tal riguardo il recente contributo delle neuroscienze: il tempo percepito dal cervello non coinciderebbe con il tempo fisico. Un fenomeno che di certo influenza il modo in cui gestiamo le nostre attività quotidiane e, di conseguenza, anche la misura della nostra produttività professionale.   

Ciò vale a dire ad esempio che un minuto “oggettivo” di tempo può essere percepito da alcuni come un intervallo superiore ai 60 sec., da altri invece come un intervallo minore. I primi quindi tenderanno a sentirsi “in ritardo” e a voler portare avanti più attività contemporaneamente, col rischio di non prestare sufficiente attenzione a nessuna di esse, mentre i secondi risulteranno più precisi e puntuali, ma non sempre abbastanza flessibili.

Ai filtri percettivi del proprio “orologio mentale” occorre oggi sommare i ritmi quotidiani più frenetici, con la tendenza a dover svolgere più compiti con le medesime o addirittura con meno risorse, e ovviamente il sovraccarico di informazioni cui ci espongono le tecnologie digitali costantemente connesse.

Quest’ultimo scenario sta assumendo dei tratti sempre più inquietanti, se si pensa che stanno nascendo centri per guarire dalla dipendenza da lavoro (il cosiddetto workaholism) e dall’incapacità di tenere separati il tempo della vita privata da quello della vita lavorativa, a causa dell’impulso incontrollabile di lavorare in ogni dove e in ogni momento usando il proprio dispositivo.

Capire come gestire il tempo dedicato al lavoro e i propri obiettivi diventa pertanto indispensabile non solo per migliorare le performance professionali, ma anche la qualità della vita in generale. La percezione di avere sempre troppo poco tempo a disposizione per evadere tutte le richieste, sentendosi magari anche in colpa o frustrati a fine giornata, può aumentare l’ansia e lo stress, finendo per deteriorare anche i rapporti personali.

Perciò esistono una serie di tecniche di gestione del tempo o time management che aiutano ad affrontare e risolvere tali criticità, fornendo competenze e strumenti adatti a organizzare efficacemente le proprie giornate, fino a recuperare tempo per sé e per i propri interessi. Tali tecniche vengono delineate nell’ambito di specifici corsi di sviluppo personale: Formorienta ne dedica uno a tutti i manager, imprenditori e professionisti che desiderano diventare letteralmente padroni del proprio tempo, riducendo le situazioni stressanti e acquisendo maggiore consapevolezza di questa risorsa tanto disponibile quanto, in realtà, limitata per tutti.

Usando la metodologia del coaching (individuale o di gruppo) e privilegiando un approccio pratico, si pone l’attenzione sulle tecniche di:

  • pianificazione della attività e stesura di piani d’azione concreti;
  • controllo delle scadenze;
  • gestione degli imprevisti;
  • scomposizione del lavoro.

Fondamentale per aumentare la produttività e la gratificazione è anche l’approfondimento sull’utilizzo di strumenti quali la “Matrice di Eisenhower”, che aiuta a classificare le attività in base all’urgenza e all’importanza, e dunque a gestire correttamente le priorità, delegando quando necessario ed evitando di procrastinare gli impegni importanti.

Fonti: http://www.ilgiornale.it/news/tempo-reale-e-tempo-percepito-cos-funziona-l-orologio.html

Formorienta
Via Lisbona, 7 Padova
www.formorienta.it

By | 2019-07-30T14:29:09+00:00 luglio 30th, 2019|Senza categoria|0 Comments

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